Indietro

CORSO DI AGGIORNAMENTO E APPROFONDIMENTO: A CHE PUNTO SIAMO RISPETTO AL VACCINO PER HIV?



Scheda corso

La storia dell'epidemia di HIV/AIDS viene solitamente fatta iniziare nel 1981 quando fu riconosciuta l'esistenza di una nuova malattia in alcuni pazienti negli Stati Uniti: in realtà l'infezione esisteva già da molti anni, ma era stata sempre scambiata per altro. Diffusasi in maniera esponenziale in tutto il mondo (diventando una vera e propria pandemia), a differenza di tutte le altre epidemie fino ad allora conosciute fu a lungo mortale in percentuali vicine al 100% dei casi diagnosticati (pur nella variabilità dei tempi di sviluppo dei sintomi).

Dal 1996 una combinazione di farmaci riesce a "immobilizzare" il virus negli individui, bloccando lo sviluppo della sindrome immunodepressiva, ma non a eradicarlo, cronicizzando quindi l'infezione. Tutt'altro che debellata, la sindrome da HIV è diventata endemica nei paesi sviluppati, dove è crollato il numero di decessi, ma non quello dei contagi, mentre è ancora uno dei più gravi fattori di mortalità nei paesi in via di sviluppo, all'origine di gravi problematiche sociali, etiche, economiche e organizzative

Nel 2009 è stata raggiunta un’importante pietra miliare, quando i risultati della sperimentazione RV144 in Thailandia hanno dimostrato che un potenziale vaccino potrebbe ottenere un grado di protezione contro l’acquisizione di HIV. Il vaccino diminuiva il tasso di infezione del 31 percento in studi su volontari. Anche se relativamente modesta, si è trattato di una scoperta significativa e di un’importante lezione che abbiamo imparato da questo studio, che da allora ha aiutato a formare la selezione di nuovi potenziali vaccini per l’HIV.

E adesso a che punto siamo con la ricerca?

La sperimentazione tutta italiana del vaccino Tat contro hiv apre a nuove prospettive di cura, riducendo, almeno per un periodo, il serbatoio virale latente, quello che non viene intaccato dalle terapie attuali

Il vaccino Tat, in sperimentazione in otto centri italiani, sembra ridurre del 90% il serbatoio virale latente, cioè il dna del virus che si nasconde all’interno delle cellule e si rende invisibile alla terapia antiretrovirale. È quanto emerso dello studio appena pubblicato su Frontiers in Immunology dal gruppo guidato da Barbara Ensoli, direttore del Centro nazionale per la ricerca su hiv/Aids dell’Istituto superiore di sanità (Iss): un risultato molto promettente in prospettiva di un migliore controllo della malattia sul lungo periodo e, chissà, forse anche di eradicazione del virus.

Il prossimo passo - finanziamenti permettendo (servirebbero infatti 18 milioni di euro per continuare le ricerche) - sarà capire per quanto tempo il vaccino Tat consenta ai pazienti di tenere sotto controllo il virus senza assumere farmaci.

DURATA DEL CORSO

6 ore

FREQUENZA

75%

ATTESTATO

Attestato di partecipazione

Requisiti di accesso

Titolo OSS o ASA

Date e orari del corso

DA GENNAIO 2020

Costo

70,00 €

Speciale promo

70,00 € 60,00 €

I costi sono da intendersi ESENTI IVA ai sensi del D.P.R. n. 633 del 26/10/1972.

Richiedi informazioni